Si può essere brave persone e pescatori di delfini. Spiegatelo agli animalisti

Tutto dipende dalla perdita della fede in Dio. Anche il caso dei pescatori delle Eolie

Si può essere brave persone e pescatori di delfini. Spiegatelo agli animalisti

Pescatori alle isole Eolie (foto Le isole d'Italia via Flickr)

Tutto, ma proprio tutto, sembra dipendere dalla perdita della fede in Dio: la crisi demografica dipende dall’apostasia, la crisi economica dipende dall’apostasia… I pescatori delle Eolie, uomini a cui la durezza del mestiere avrebbe dovuto consigliare il primum vivere, si stanno impoverendo per essere passati dal cristianesimo all’animalismo. Nelle acque siciliane i sempre più numerosi delfini stanno facendo stragi di totani e le reti rimangono vuote ma, anziché chiedere il permesso di uccidere un po’ di nocivi, i pescatori chiedono sovvenzioni. Gli animalisti più fanatici sono i bambini: loro non conoscono la realtà, conoscono i cartoni animati e quindi parteggiano per i tursiopi. “Mio padre è una brava persona, non vuole ammazzare i delfini!” ha dovuto dire a scuola la figlia di un pescatore. Io mi domando: ci sarà in tutto l’arcipelago un prete o un frate che creda in Cristo anziché in Disney? Se esiste, che spieghi la possibilità di essere al contempo bravissime persone e pescatori di delfini. Se esiste, che legga dal pulpito il Genesi, “Quanto si muove e ha vita vi servirà di cibo”. Se esiste, che mostri il legame tra Bibbia e benessere.

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Commenti all'articolo

  • efis.loi

    22 Marzo 2017 - 10:10

    Caro Langone sono nel dilemma: siamo nella lista nera e il Signore ci vuol perdere o siamo noi a volerci perdere e il Signore ci lascia la libertà? Non dimenticando che la libertà è il suo massimo dono e ci fa essere a sua immagine e somiglianza.

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