Meglio i vecchi punk poundiani dei Decibel dei giovani indie comunisti dello Stato Sociale

Una cosa è il tributo, altra cosa è il parassitismo

Meglio i vecchi punk poundiani dei Decibel dei giovani indie comunisti dello Stato Sociale

Enrico Ruggeri e i Decibel (foto LaPresse)

Si preferiscano i vecchi punk poundiani dei Decibel ai giovani indie comunisti dello Stato Sociale. Con “My my generation” Enrico Ruggeri e i suoi ritrovati sodali sfidano il tempo e il patetico, omaggiano Who, Knack, Stranglers, e sparano l'ultima raffica di Piazza San Babila. Col video di “Vorrei essere una canzone” gli Stato Sociale mimano il classico romanticismo canzonettaro per insinuare immagini di baci fra uomini. Si preferiscano i vecchi punk poundiani dei Decibel ai giovani indie comunisti dello Stato Sociale perché una cosa è il tributo, altra cosa è il parassitismo. E perché tre sessantenni (Ruggeri è del '57) che cantano di morte eroica potrebbero ancora eroicamente fare dei bambini, tre trentenni che gorgheggiano di vita sterile possono solo meschinamente contribuire al suicidio demografico.

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