Preghiera del ponte della Priula

A fianco del muro di lamiere un viale di cipressi, cippi, bandiere, monumenti, e dietro la spalletta il fiume sacro alla patria

Preghiera del ponte della Priula

Ponte della Priula – Il ponte stradale fatto saltare dagli italiani nel novembre 1917

Preghiera del ponte della Priula. Subito fuori dalla stazione di Susegana vedo l'ex albergo Piave che sui balconi mostra ancora i simboli di un'Italia marziale, remota all'Italia presente quanto Giulio Cesare a Virginia Raggi: elmetti, baionette e bombe a mano. Sento di essere su un crinale della storia: ma quale? Mi informo e scopro di trovarmi nella frazione di Ponte della Priula, ossario della Grande Guerra, e corro a vedere il ponte, trafficatissimo. A fianco del muro di lamiere un viale di cipressi, cippi, bandiere, monumenti, e dietro la spalletta il fiume sacro alla patria. Così veniva definito il Piave quando c'erano un sacro e una patria, quando un sindaco che avesse parlato come Chiara Appendino alla presentazione del Turin Islamic Economic Forum di lunedì prossimo, ossia che avesse auspicato la coranizzazione del nostro sistema bancario, avrebbe rischiato l’accusa di intelligenza col nemico e il plotone d'esecuzione. Quale abisso fra gli italiani di oggi e i ragazzi della Brigata Sassari che dopo Caporetto, giusto un secolo fa, passarono il ponte per ultimi, proteggendo la ritirata del grosso dell'esercito cantando “Sa fide nostra no la pagat dinari”. Davanti alla lapide sulla testata del ponte sento il bisogno di inginocchiarmi.

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Commenti all'articolo

  • mauro

    06 Marzo 2017 - 12:12

    Caro Langone, siamo rimasti in pochi a ricordare questi episodi e a commuoverci, e tra non molto sarete sempre di meno. Dicono che tali debolezze sono incompatibili con il ragionare, ad esempio, come Elon Musk che dice che studiandoci un pò forse potremmo raggiungere in tempo utile quei pianeti appena scoperti forse compatibili con le nostre carcasse. E dicono che per affrontare il futuro dobbiamo avere la mente sgombra da ogni ponte della Priula. Solo che, così facendo, quando il futuro arriva che gli raccontiamo?

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  • Fabrizio

    06 Marzo 2017 - 08:08

    Caro Sig. Langone, negli ultimi mesi lei è diventato la mia ancora di salvataggio. Sino a quando potrò leggere e confrontarmi, anche con una sola persona come lei, mi rimarrà la speranza che questo mondo sciatto, miope e sgradevole possa migliorare. Grazie di cuore.

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  • diocer

    04 Marzo 2017 - 23:11

    "Sa vita pro sa patria" è infatti il motto della brigata Sassari saluti

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  • gesmat@tiscali.it

    gesmat

    04 Marzo 2017 - 11:11

    Grazie Langone, il tuo ricordo della Brigata Sassari mi ha commosso. La mancanza di memoria è cosa veramente stupida e disarmante. Quanti Italiani ricordano il ruolo della "Sardinien Brigaden"? e Poitiers? e il Cid? e Lepanto? e Vienna? Infatti il cosiddetto Homo Sapiens continua, come tutti gli scarafaggi, a rotolare la sua palla di sterco.

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