Il super-omosessualista Festival di Sanremo

Perché leggere “Una gioventù sessualmente liberata (o quasi)” di Thérèse Hargot (Sonzogno).

Il super-omosessualista Festival di Sanremo

Foto LaPresse

San Remo, oggi sei il Santo più tradito e mi riferisco al festival che parassitizza il tuo nome, a questa edizione super-omosessualista (Maria De Filippi, Mika, Tiziano Ferro, Ricky Martin…) e dunque sottilmente estinzionista e schiavista (uteri in affitto). E inoltre riduzionista, aggettivo che ricavo da “Una gioventù sessualmente liberata (o quasi)” di Thérèse Hargot (Sonzogno). “Essere omosessuale è una cosa che non esiste. Io non sono le mie attrazioni. Ogni volta che un individuo è ridotto alle proprie tendenze sessuali, è alla sua dignità di persona umana che si attenta”. La giovane e bella sessuologa belga invita ad abbandonare il totalizzante verbo essere (“Sono omosessuale”, “Sono eterosessuale”) per liberarsi dalla gabbia di identità ormai ideologiche. Mentre il festival sprizza ideologia da tutti i pori: “Sanremo è un posto dove si possono lanciare riflessioni su temi seri” ha minacciato la co-conduttrice in conferenza stampa. San Remo ti prego di farmi addormentare cullato dalla voce di Thérèse Hargot e non da quella di Maria De Filippi, stanotte.

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Commenti all'articolo

  • Carletto48

    07 Febbraio 2017 - 14:02

    Caro Camillo, il festival di Sanremo è un'ottima occasione per fare qualcosa di piacevole che pensavamo di fare ed abbiamo sempre rimandato. Basta non vederlo.

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