Divorziati e divorziandi leggano Sgarbi

Finché morte non vi separi’ è il minimo sindacale

divorzio

foto di Marc Hatot via Flickr

“‘Finché morte non vi separi’ è il minimo sindacale. Un amore come il nostro arriva molto più in là” scrive Giuseppe Sgarbi in “Lei mi parla ancora” (Skira), libro di ricordi coniugali ma soprattutto inno alla indissolubilità. Rimasto vedovo dopo 65 anni di matrimonio, Sgarbi padre, a cui evidentemente non manca la tenerezza di cuore auspicata da Gesù in Matteo 19,8, si consola col Pignoletto, coi libri amati, coi figli adorati, e col racconto della sua vita. Lo legga chi ha divorziato, chi sta divorziando, chi pensa di divorziare, per arrivare all’ultimo capitolo e piangere tutte le lacrime che bisogna piangere: “Mi fermo qui, nel senso che non voglio fare più niente di nuovo. E’ molto meglio rileggere qualcosa, piuttosto che provare a scrivere pagine nuove, che non sarebbero altro che la brutta copia di quelle che abbiamo scritto insieme. Tornare indietro non mi dispiace. In fondo è un po’ come ritrovarti. E’ andare avanti che non mi interessa. Non più. Non senza di te. Il passato va bene, perché nel passato ci sei anche tu. Di un futuro nel quale tu non ci sei, invece, non so davvero cosa farmene”.

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Commenti all'articolo

  • mauro

    01 Dicembre 2016 - 23:11

    E' inutile, caro Langone, far leggere questo libri a quelli il cui matrimonio è andato a rotoli. Quelli cui è andata bene, come nel mio caso, possono al massimo leggerlo come passatempo. Ognuno ha il suo "futuro in cui se non ci sei tu non so cosa farmene" e non ha voglia di piangere in anticipo.

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