Nessun falconiere tra gli scrittori di oggi

falconeria

foto di tiarescott via Flickr

“Il contatto con Gos era meglio dell’interminabile meschino conflitto tra maschio e femmina”. Gos era un astore, un grosso rapace che T. H. White, scrittore, falconiere e misantropo, tentò di addestrare nel 1937. Sei settimane di corpo a corpo e mente a mente, raccontate con prosa superba in “L’astore” (Adelphi). Per giunta White cacciava col fucile e sognava la caccia alla volpe… Chiuso il libro ho pensato agli scrittori italiani d’oggi, tutti professori o sceneggiatori, aspiranti professori o aspiranti sceneggiatori: nessun falconiere. Tutti aventi come unico argomento l’interminabile meschino conflitto tra maschio e femmina. Tutta una letteratura-sceneggiatura che meriterebbe di essere straziata da un astore gigantesco, come accadde alla pernice rossa che Gos “divorò aggredendola con famelica violenza e artigliandola in una stretta frenetica”.

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Commenti all'articolo

  • mauro

    19 Novembre 2016 - 09:09

    Ma, caro Langone, cosa mi va a pensare? Nell'era del Diario di un soccorritore in mare (sottotitolo: con le lacrime agli occhi) e dei divieti di sorvolo Lei pensa che la gente possa gradire improbabili storie della caccia col falco? Magari nel medioevo prossimo venturo tornerà in auge.

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