Preghiera ai Thegiornalisti, se servisse a qualcosa

La Rochefoucauld aveva ragione, davvero “ci sono persone che non si sarebbero mai innamorate se non avessero sentito parlare dell’amore”. Il pensiero è valido per ogni singola forma d’amore. Se non ci fossero le canzoni dei Thegiornalisti nessuno si ricorderebbe del romanticismo losco settantiano, f
Preghiera ai Thegiornalisti, se servisse a qualcosa

Thegiornalisti (foto via Twitter)

La Rochefoucauld aveva ragione, davvero “ci sono persone che non si sarebbero mai innamorate se non avessero sentito parlare dell’amore”. Il pensiero è valido per ogni singola forma d’amore. Se non ci fossero le canzoni dei Thegiornalisti nessuno si ricorderebbe del romanticismo losco settantiano, fintamente cupo, sinceramente sessuato, ben rappresentato dal cantante del trio romano che ha in testa Enzo Carella e Serge Gainsbourg, in mano il bicchiere e la sigaretta, nei testi l’orgetta e la ragazzetta. Niente di davvero terribile, ovviamente: solo un maledettismo da Roma bene e un pop fra Tozzi e Carboni, Vasco e Venditti, perché oltre all’ammucchiata dei corpi piace quella delle citazioni. Senza gli ultimi loro video molti giovani non avrebbero mai conosciuto le connotazioni erotiche dei pantaloni bianchi e dell’impermeabile stazzonato. Se la mia preghiera potesse indurli a pentirsi di una sola malefatta li indurrei a farlo della copertina con la ben poco settantiana (fra l’altro) ragazza tutta tatuata: sia perché i tatuaggi sono sgraditi a Dio (Levitico 19,28), sia perché sono graditi a Fedez.

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