Ho peccato di superbia in un negozio di cover per cellulari

Vicino a casa hanno aperto un nuovo negozio, un negozio che vende custodie (vulgo: cover) per telefoni, per curiosità sono entrato e mi sono insuperbito troppo: era pieno di custodie idiote ed era pieno di clienti.
Ho peccato di superbia in un negozio di cover per cellulari
Umilmente confesso il peccato di superbia. Vicino a casa hanno aperto un nuovo negozio, un negozio che vende custodie (vulgo: cover) per telefoni, per curiosità sono entrato e mi sono insuperbito troppo: era pieno di custodie idiote ed era pieno di clienti. A dire la verità, soprattutto donne. Ho scoperto che in questo tipo di negozi si può dare ai propri Galaxy o iPhone una veste romantica, con cuoricini, fiorellini, uccellini, farfalline, stelline, o un po’ meno romantica, con slogan di Gianluca Vacchi, o molto meno romantica, col profilo di un uomo seduto sul cesso. Gli smartphone vi si possono griffare, oppure imbestiare: esistono versioni gommose a forma di pinguino, orsacchiotto, civetta, gatto, a volte con orecchie o code che spuntano… Centinaia di personalizzazioni che mi sono parse surrogati della personalità per personcine senza nulla di peculiare, senza un pensiero, uno stile, una vita, dunque obbligate a differenziarsi attraverso un telefono spiritoso. Umilmente confesso il peccato di superbia, ma chiedo venia: di fronte allo spettacolo patetico di tanta smania cromatica, di tanto sforzo umoristico (“Se sei ricco sono single”, “Portami rispetto e anche uno spritz”) come avrei potuto non insuperbirmi del mio Nokia serio e nero?

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