I veneti soffrono di amnesia

Berto, Comisso, Zanzotto, grandi maestri veneti, io che non sono veneto, soltanto venetista, continuo a omaggiarvi ma i veneti soffrono di amnesia. Non c'era ressa, agli incontri che vi ha coraggiosamente dedicato il festival culturale di Padova.
I veneti soffrono di amnesia

Dettaglio della locandina del festival "Babele a nord-est"

Berto, Comisso, Zanzotto, grandi maestri veneti, io che non sono veneto, soltanto venetista, continuo a omaggiarvi ma i veneti soffrono di amnesia. Non c'era ressa, agli incontri che vi ha coraggiosamente dedicato il festival culturale di Padova. Le sedie vuote sono state strumentalizzate, in un clima di baruffe pavane, dal festival culturale concorrente ossia quello di Montegrotto Terme, che invece con Mauro Corona ha riempito un palazzetto dello sport. A parte che Padova è Padova e che Montegrotto Terme è Montegrotto Terme, a parte che anche al festival del capoluogo non sono mancate le sale gremite (ad esempio quella dove ho parlato io), a parte che con Mauro Corona sono capaci di fare il pieno anche le pro loco, siccome alla gente piace ascoltare balordaggini tipo “il denaro non fa la felicità” e “basta con le industrie! Torniamo a fare i contadini!”, in città hanno cercato di ripristinare la cultura come letteratura mentre nel contado hanno preso la via facile della cultura come televisione. E così a Montegrotto al posto di Berto c'era Bianca Berlinguer, al posto di Comisso Corrado Formigli, al posto di Zanzotto Tommaso Labate. Grazie, grandi maestri veneti, per avermi ricordato Eraclito, altro grande maestro, sebbene non veneto: “Uno è per me diecimila, se è il migliore”.

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