L'autocommemorazione di Saviano e i danni che ha procurato

Sei uno scrittore napoletano o casertano e ti viene in mente di scrivere di camorra? Lascia perdere e sviluppa altri temi, che so, il sole, l’amore… Perché se il libro vende diventa un film e i camorristi che i libri non li leggono il film lo guardano, e col film si entusiasmano.
L'autocommemorazione di Saviano e i danni che ha procurato

Roberto Saviano (foto LaPresse)

Sei uno scrittore napoletano o casertano e ti viene in mente di scrivere di camorra? Lascia perdere e sviluppa altri temi, che so, il sole, l’amore… Perché se il libro vende diventa un film e i camorristi che i libri non li leggono il film lo guardano, e col film si entusiasmano. Poi se il film ha successo diventa una serie televisiva e così tutti i delinquenti fra Vesuvio e Volturno anziché eccitarsi una tantum si eccitano periodicamente. Pietro Parisi, cuoco importante di Palma Campania, ha visto nei malavitosi che vanno a chiedergli il pizzo degli emulatori di “Gomorra” e lo dice al Corriere proprio nel giorno in cui Saviano si autocommemora celebrando il decennale della sua scorta. Lo scrittore ha appena partecipato alla dissacrazione del sagrato del Duomo di Milano (i funerali parassitari e prepotenti di Dario Fo) e sono dunque dieci anni che conferma il principio dell’eterogenesi dei fini: voleva combattere la camorra e ha fomentato i camorristi, voleva onorare un amico defunto e ha contribuito a un rito disonorante… Adesso però basta e la prossima volta, mi raccomando, il mare, la pizza…

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