Lunga vita al cardinale Sarah

Essere razzisti anche molto moderati, anche per problemi di amigdala e dunque di salute, anche perché si è stufi di leggere notizie come quella del nigeriano assassino che la magistratura impone di ospitare in Italia in quanto nigeriano, è molto pericoloso: gli antirazzisti sono ferocissimi e dediti al linciaggio.
Lunga vita al cardinale Sarah

Il cardinale guineano Robert Sarah (foto LaPresse)

Essere razzisti anche molto moderati, anche per problemi di amigdala e dunque di salute, anche perché si è stufi di leggere notizie come quella del nigeriano assassino che la magistratura impone di ospitare in Italia in quanto nigeriano, è molto pericoloso: gli antirazzisti sono ferocissimi e dediti al linciaggio. Per questo ho letto, in ritardo, “Dio o niente”, il libro del cardinale guineano Sarah: metti che mi convinca che l’africanizzazione dell’Italia è cosa buona e giusta… Purtroppo non mi sono convinto. In compenso ho scoperto un uomo di Dio. Secondo Sarah “l’idea di una donna cardinale è tanto ridicola quanto quella di un prete che volesse diventare religiosa”, nelle rivendicazioni femministe c’è “grande arroganza e volontà di potere”, la teoria del genere è una “frode immorale e demoniaca”, i partigiani dell’eutanasia sono lupi che si fingono “agnelli generosi al fianco dei più deboli”. Sul versante liturgico è filo-tridentino (“Con l’antico messale riusciamo a comprendere meglio che la Messa è un atto di Cristo e non degli uomini”), su quello sociale sembra Nicola Porro: “L’uguaglianza non è una creazione di Dio. L’egualitarismo è un’ideologia che prospera grazie alla dimenticanza del religioso”. Lunga vita al cardinale Sarah, una luce dal conradiano continente di tenebra.

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