Il monumento al Gommone di Palazzo Strozzi umilia l'Italia cinque volte

Ci mancava il Monumento al Gommone, adesso c’è. Con l’installazione di Ai Weiwei a Firenze (gommoni, appunto, appesi alla facciata di Palazzo Strozzi), l’Italia viene umiliata cinque volte.
Il monumento al Gommone di Palazzo Strozzi umilia l'Italia cinque volte

l'installazione di Ai Weiwei (foto via Twitter)

Ci mancava il Monumento al Gommone, adesso c’è. Con l’installazione di Ai Weiwei a Firenze (gommoni, appunto, appesi alla facciata di Palazzo Strozzi), l’Italia viene umiliata cinque volte: 1) perché il monumento è realizzato da un artista della nazione che ci sta comprando in svendita, la Cina, e che non soddisfatta di averci in pugno economicamente ora ci invade artisticamente; 2) perché l’installazione profana la città culla del Rinascimento, trasformata (non da oggi, a onor del vero) in fossa del Disfacimento; 3) perché i maledetti gommoni non sono visibili solo ai visitatori della mostra ma anche ai passanti: i simbolismi della conquista e della resa devono essere recepiti universalmente; 4) perché Palazzo Strozzi è in via Tornabuoni, la strada delle griffe: chi si oppone alla presente sostituzione di popoli è dunque fuori moda e deve vergognarsi come se indossasse oggi un giubbotto da paninaro o se portasse oggi il codino alla Roberto Baggio; 5) perché la mostra si intitola “Libero”. Molto evidentemente Ai Weiwei è libero di sfotterci (col Partito comunista cinese ci va più piano, solo il necessario per atteggiarsi a dissidente). “L’invasore farà ciò che vorrà e nessuno gli si potrà opporre”: che almeno ci si risparmi il catalogo, il succo della mostra è tutto in Daniele 11,16.

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