L'islamismo secondo Ernst Nolte

Prego per lo storico Ernst Nolte, morto ieri a Berlino. Mussolini come comunista, il gulag come premessa indispensabile del lager, i diritti umani come secolarizzazione, sono alcune delle idee che devo all’autore di “La guerra civile europea, 1917-1945”.
L'islamismo secondo Ernst Nolte

Ernst Nolte

Prego per lo storico Ernst Nolte, morto ieri a Berlino. Mussolini come comunista, il gulag come premessa indispensabile del lager, i diritti umani come secolarizzazione, sono alcune delle idee che devo all’autore di “La guerra civile europea, 1917-1945”. Pur molto vecchio, Nolte studiava anche il presente: “L’islamismo va considerato come il giacobinismo del Ventunesimo secolo”. Ecco dunque interpretata la nuova guerra civile europea, il conflitto che, si leggerà nei futuri libri di storia, ha avuto inizio nelle chiese di Normandia e sulle spiagge della Corsica e nella redazione di Parigi il cui massacro è stato nuovamente giustificato dal vescovo Galantino (“Le gratuite volgarità delle vignette di Charlie Hebdo…”). Anche quest’ultima ignobile, maramaldesca dichiarazione è decifrabile grazie a Nolte: nel 1791 ben sette vescovi giurarono fedeltà alla rivoluzione francese, e l’islamismo è, appunto, il giacobinismo del Ventunesimo secolo.

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