Una preghiera per il mio lettore

Per un lettore che non c’è più, per un lettore che non c’è ancora. E’ morto un mio lettore e uno scrittore che ha pochi lettori può credere, sbagliando ma non troppo, di conoscere tutti o quasi tutti i suoi lettori, e quando muore un lettore muore una parte di lui.
Una preghiera per il mio lettore
Per un lettore che non c’è più, per un lettore che non c’è ancora. E’ morto un mio lettore e uno scrittore che ha pochi lettori può credere, sbagliando ma non troppo, di conoscere tutti o quasi tutti i suoi lettori, e quando muore un lettore muore una parte di lui. Si dice che “quando in Africa muore un vecchio, è una biblioteca che brucia”, ma adesso anche in Italia quando muore un uomo senti che la perdita è irreparabile, che la sua conoscenza non avrà seguito, che le sue letture andranno perdute perché la generazione successiva oltre che numericamente dimezzata sarà neurologicamente distrutta dagli smartphone, e di leggere un libro anche volendo non sarebbe più capace. Il fatto che nelle biblioteche o nelle case di libri ce ne siano ancora tanti è una magrissima consolazione: un libro che non viene letto è un libro morto. Quindi prego per il mio vecchio lettore affinché trovi ad attenderlo, nell’altro mondo, una biblioteca infinita (l’azione del leggere è di per sé un paradiso, io non vorrei fare altro). E prego perché compaia presto il mio lettore nuovo, il lettore destinato a sostituire il lettore che non c’è più, il lettore capace di trarre piacere da un leggere inteso come trasmissione e comunione (esiste la comunione dei Santi ed esiste la comunione dei lettori, il legame di tutti i lettori presenti e passati di un determinato autore). Un lettore che ancora non conosco e che spero esista ma non è detto.

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