Il libro che chiunque sia in procinto di scrivere dovrebbe leggere

Ecclesiaste, tutto è vanità e figuriamoci la vanità letteraria. Lo ribadisce Giorgio Manganelli in “Estrosità rigorose di un consulente editoriale” (Adelphi), lettura consigliabile a chiunque sia in procinto di scrivere un libro, eventualmente per lasciar perdere.
Il libro che chiunque sia in procinto di scrivere dovrebbe leggere

Giorgio Manganelli

Ecclesiaste, tutto è vanità e figuriamoci la vanità letteraria. Lo ribadisce Giorgio Manganelli in “Estrosità rigorose di un consulente editoriale” (Adelphi), lettura consigliabile a chiunque sia in procinto di scrivere un libro, eventualmente per lasciar perdere. Manganelli, scrittore per scrittori un po' come Luigi Cherubini, John Cale, Gianluigi Trovesi sono musicisti per musicisti, è stato uno dei più fini letterati del Novecento, collaboratore delle migliori case editrici italiane, eppure dei tanti autori da lui caldeggiati (il libro è una raccolta di testi e paratesti editoriali) si è salvato pochissimo. Sono bastati alcuni decenni perché di tante glorie rimanesse l'ombra o anche meno. “Estrosità rigorose” è fitto di carneadi che si immaginarono eterni. Si credevano e vennero creduti molto intelligenti ma non ti lessero, Ecclesiaste, o non ti presero sul serio, e il loro fu davvero “un inseguire il vento”. Ciò che bisognava scrivere lo scrivesti già tu.

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