Plaudo al ridimensionamento di Calvino di Mondadori

Sia lodata la Oscar Mondadori. Sul Giornale leggo che i titoli della collana colpevole di aver contribuito a formarmi (o deformarmi, chissà) “saranno meno accademici e scolastici.
Plaudo al ridimensionamento di Calvino di Mondadori
Sia lodata la Oscar Mondadori. Sul Giornale leggo che i titoli della collana colpevole di aver contribuito a formarmi (o deformarmi, chissà) “saranno meno accademici e scolastici. Non più Calvino, ma, ad esempio, ‘Il signore delle mosche’ o Bradbury. I giovani lettori non vanno più a rimorchio della scuola”. Io che a rimorchio della scuola non sono andato mai plaudo al ridimensionamento di Italo Calvino, scrittore angusto che sulla plancia di comando della Einaudi cercò di rendere angusta tutta la letteratura italiana, e poi riuscì a rendere angusto un buon pezzo di architettura italiana, convincendo Renzo Piano a commettere il Centro Pompidou e altri danni urbanistici in nome di una lightness e di una visibility che dovevano migliorare l’umanità e che subito si mostrarono come retorica dozzinale. Mentre invece William Golding, l’autore del “Signore delle mosche”, inascoltato mostrò al mondo che leggerezza e trasparenza sono sciocche illusioni: “L’uomo produce il male come le api producono il miele”.

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