La raccolta differenziata rende il mondo più misero

Una bambina, vedendomi gettare rifiuti alla rinfusa, mi ha detto: ma tu non fai la raccolta differenziata? Le ho risposto: no, non la faccio perché sono un ribelle.
La raccolta differenziata rende il mondo più misero

Una bambina, vedendomi gettare rifiuti alla rinfusa, mi ha detto: ma tu non fai la raccolta differenziata? Le ho risposto: no, non la faccio perché sono un ribelle. Avrei anche potuto risponderle: no, non la faccio perché sono un punk (come mi definì il pittore Andrea Chiesi quando pure lui mi vide gettare rifiuti alla rinfusa). Ma una bambina cosa può saperne di Sex Pistols e No future? Giustamente non ne sa niente. Avrei invece dovuto risponderle: no, non la faccio perché penso ai pensionati poveri. Come quel signore di Trapani, l’ex operaio intervistato dal Corriere che con 750 euri mensili deve mantenere sé stesso, la moglie disoccupata, il figlio licenziato, i due nipotini, e la cui uscita più importante non è l’affitto bensì la spazzatura: 400 euri l’anno. Avrei dovuto dire alla bambina che finché gli italiani si piegheranno alla raccolta differenziata gli amministratori culleranno negli amministrati il sogno drogato che la raccolta differenziata renda il mondo migliore. Lo rende invece più misero, essendo costosissima e impedendo l’adozione di tecnologie come l’Arrow Bio che trasforma il rifiuto indifferenziato in risorsa. Purtroppo l’Arrow Bio è una tecnologia israeliana e Israele agli amministratori italiani piace poco. Purtroppo l’Arrow Bio semplifica la vita e gli amministratori italiani, per giustificare la propria esistenza, la vita preferiscono complicarla. Ma cosa può capire una bambina di questi discorsi? Che la prossima volta mi ricordi di risponderle: no, non mi impegno nella raccolta perché io non sono interessato a raccogliere (raccogliere è da avari), sono interessato a distribuire.

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