Parmigianino fulmini i creatori

Dici bene, Jean Clair, nel tuo ultimo libro non ancora pubblicato in Italia: “La storia dell’arte detta moderna è la storia della nostra propria fine”. Qui a Parma, la mia città che per via di Stendhal o Correggio sicuramente conosci, nasce “Parma 360. Festival della creatività contemporanea”. E muo
Dici bene, Jean Clair, nel tuo ultimo libro non ancora pubblicato in Italia: “La storia dell’arte detta moderna è la storia della nostra propria fine”. Qui a Parma, la mia città che per via di Stendhal o Correggio sicuramente conosci, nasce “Parma 360. Festival della creatività contemporanea”. E muoio io. E forse muore un’altra volta Dio. Non so a te, Jean, a me la parola creatività suona blasfema: creatore è il Creatore, l’uomo al massimo può essere interprete. Ma il dettaglio che più mi uccide è la direzione artistica affidata a quattro donne: quattro donne su quattro direttori a sancire che l’uomo nell’arte detta moderna è ormai superfluo. Tanta artistica castrazione viene organizzata dagli assessorati Cinque Stelle (non so se hai presente, Jean, è un movimento pauperista delle nostre parti) e da quattro associazioni che hanno tutte, nessuna esclusa, nomi anglofoni. Perché l’arte detta moderna è anche la morte della mia lingua. Siccome, lo scrivi nel libro, l’arte detta moderna sfocia inevitabilmente “nella spazzatura o nell’imbecillità”, il comunicato rilasciato dal gineceo non parla di pittura, che è l’arte eterna, bensì di installazioni e food design. Parmigianino le fulmini.

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