Gli uomini dovrebbero diffondere “Quando eravamo femmine” di Costanza Miriano

“Quando eravamo femmine”, ultimo libro di Costanza Miriano, non sembra poter interessare minimamente un maschio: la copertina, il titolo, il sottotitolo, l’autrice, finanche la casa editrice (Sonzogno), sono color rosa.
“Quando eravamo femmine”, ultimo libro di Costanza Miriano, non sembra poter interessare minimamente un maschio: la copertina, il titolo, il sottotitolo, l’autrice, finanche la casa editrice (Sonzogno), sono color rosa. Eppure ogni maschio dovrebbe diffonderlo, promuoverlo, consapevole di quanto sia urgente rammentare che “maschio e femmina li creò”. Genesi 1,27 potrebbe essere l’epigrafe di questa raccolta di lettere indirizzate alle figlie Lavinia e Livia affinché non diventino di quelle donne dai discorsi ridotti a “elenco di paturnie o comunque di proiezioni di sé”. Le conosciamo tutti quelle donne che credono di essere libere perché sono schiave delle proprie emozioni. Il libro contiene due comandamenti bellissimi e indispensabili, da scolpire nelle tavole della legge dell'Amore: 1) “Stare zitte quando si vorrebbe parlare e parlare quando si vorrebbe stare zitte”; 2) “Non esprimere quei sentimenti pazzi, la gelosia, il dubbio, la rabbia, il sospetto: non prima che siano passati dal vaglio del silenzio”. Ogni maschio ringrazi Costanza Miriano di esistere.

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