La lingua matrigna è marcia di inglese ed è fatta per condannarci da tutti

Esistono una lingua madre e una lingua matrigna. La lingua matrigna è marcia di inglese ed è fatta per condannarci da tutti i pulpiti mediatici e politici: se non ti sottometti sei obsoleto e sei fuori.

Esistono una lingua madre e una lingua matrigna. La lingua matrigna è marcia di inglese ed è fatta per condannarci da tutti i pulpiti mediatici e politici: se non ti sottometti sei obsoleto e sei fuori. La lingua madre viene dalla mamma, dalle nonne, dalle zie, dalle cugine, dalle prime ragazze, ed è fatta per perdonarci ed è il contenuto di “Parole. Un dizionario privato” (Mondadori), piccolo libro del linguista Federico Roncoroni che dipinge con i colori della nostalgia vocaboli quali amante, assai, bambagia, barzotto, cacio, caspita, donnina, garbo, palpare, quisquilia, sciocco, tinello. La parola più tenera del libro è pastina. Roncoroni ama la pastina e non si vergogna di dirlo anche se quando era bambino la pastina veniva considerata “un piatto da ospedale, da convalescenza, da persone indisposte e malaticce, e da femminucce”. Non credo che il giudizio del mondo sia molto cambiato da allora, pazienza: anch'io amo la pastina. Ci giudicheranno inetti, deboli, mollicci? Fa lo stesso, io e Roncoroni non dobbiamo dimostrare niente. Lodata sia la pastina, lodati siano i quadrucci, i tubetti, gli anellini, i ditalini, i grattini.

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