A volere la condanna di Gesù non fu il popolo di Gerusalemme

Antisemiti e antidemocratici non possono non rimanere turbati dalla lettura di “Ponzio Pilato. Un enigma tra storia e memoria” di Aldo Schiavone (Einaudi). Lo storico spiega come a volere la condanna di Gesù non fu il popolo di Gerusalemme, furono i componenti del sinedrio.
Antisemiti e antidemocratici non possono non rimanere turbati dalla lettura di “Ponzio Pilato. Un enigma tra storia e memoria” di Aldo Schiavone (Einaudi). Lo storico spiega come a volere la condanna di Gesù non fu il popolo di Gerusalemme, furono i componenti del sinedrio e forse il seguito, “i capi dei sacerdoti e le guardie” come del resto si legge nel Vangelo di Giovanni. Il crucifige venne pronunciato in un cortile, non da quarantamila persone (gli abitanti di Gerusalemme all'epoca) né da quattromila, al massimo da quattrocento, un po' poco per considerare Barabba un eroe del suffragio universale. Forse i giudei erano perfidi come da antico messale, forse un popolo, qualsiasi popolo, è sempre un animale pazzo come da Francesco Guicciardini, ma l'Evangelista non avvalora nessuna delle due affermazioni. Antisemiti e antidemocratici che non vogliano barcollare, astenersi.

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