Sgarbi al festival letterario di Padova e quelle critiche molto anni Novanta

Profuma di anni Novanta la polemica sul cambio della guardia al festival letterario di Padova: come se esistessero ancora sinistra e destra, come se gli Smashing Pumpkins avessero appena pubblicato “Mellon Collie and the Infinite Sadness”.

Profuma di anni Novanta la polemica sul cambio della guardia al festival letterario di Padova: come se esistessero ancora sinistra e destra, come se gli Smashing Pumpkins avessero appena pubblicato “Mellon Collie and the Infinite Sadness”. In passato il festival era organizzato da una donna solita invitare figure del nichilismo più sciatto, Lella Costa, Corrado Augias, ora il sindaco Bitonci ha dato l’incarico a Vittorio Sgarbi che ha dichiarato di voler invitare perfino me. I somari hanno cominciato a ragliare essendo rimasti fermi al tempo di Fini e D’Alema, ignorando pertanto che le faglie decisive del nostro tempo attraversano e spaccano i vecchi obsoleti schieramenti: conosco animalisti e islamisti e omosessualisti di destra, per dire, e diffido chiunque di accomunarmi a loro. Che venga invitato a Padova non in quota destra bensì in quota mangiatori di carne di cavallo (un dato questo sì oggi cruciale, oltre che da sempre apprezzato nel Padovano).

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