Il paradiso ha il recinto

Non esiste mondo fuori dalle mura di Verona, dice Romeo, e infatti sto scrivendo in un bar di via Stella, tra l'Arena e l'Adige. Nuovamente non esiste mondo frequentabile, socievole, amabile, fuori da qualsivoglia cerchia di mura. Oltre ci sono soltanto purgatorio, tortura e inferno, come sanno i sa

Non esiste mondo fuori dalle mura di Verona, dice Romeo, e infatti sto scrivendo in un bar di via Stella, tra l'Arena e l'Adige. Nuovamente non esiste mondo frequentabile, socievole, amabile, fuori da qualsivoglia cerchia di mura. Oltre ci sono soltanto purgatorio, tortura e inferno, come sanno i savi che hanno nuovamente circondato di mura Baghdad. (“Stamo al Medioevo” commentano gli stolti, come se Medioevo fosse una parolaccia, come se Medioevo non significasse Dante Alighieri e gregoriano e il presente non significasse invece Fabio Volo e Fedez). Al secondo bicchiere di Valpolicella sono convinto che basterebbe nuovamente chiudere Porta Nuova e Porta Palio per far riapparire Giulietta. Studino l'etimologia i senzafrontieristi, i sostenitori dello sprawl urbano, della libera circolazione: paradiso è parola persiana che significa giardino recintato.

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