Requiem per il sadomaso

C'erano una volta De Sade, marchese, e Sacher-Masoch, barone: oggi, come dice una mia amica, manette e mascherine sono da impiegati.
Requiem per il sadomaso. C'erano una volta De Sade, marchese, e Sacher-Masoch, barone: oggi, come dice una mia amica, manette e mascherine sono da impiegati. Un tempo Helmut Newton e poi Araki, Fontenoy, Lagrange alimentavano un immaginario elitario anche perché gli attrezzi costavano e gli alberghi pure (impensabile un set newtoniano in una camera Airbnb): adesso che “50 sfumature” è passato in televisione, per giunta in prima serata, trasferendosi dalle hall ai tinelli il bdsm ha concluso mestamente la sua parabola estetica. E' quindi ora di portare le pinzette e i gatti a nove code in soffitta, assieme al Nietzsche dello Zarathustra (“Vai dalle donne? Non dimenticare la frusta!”) e ai cd degli Afterhours (“Forse non è proprio legale sai / ma sei bella vestita di lividi”). E di versare una lacrima non di dolore bensì di nostalgia, per una scuola di gerarchia uomo-donna che seppe essere elegante e (testi sadiani a parte) consensuale.

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