“Amate i vostri nemici”. Io amo lo scrittore potentino Giancarlo Tramutoli

Non pensavo fosse possibile, avendo l’odio facile, e invece. Tramutoli è nemico, per motivi suoi che non sto qui a discutere, di tutti gli altri scrittori lucani.

“Amate i vostri nemici”. Io amo lo scrittore potentino Giancarlo Tramutoli che mi stimola a seguire il Cristo impervio del Discorso della Montagna. Non pensavo fosse possibile, avendo l’odio facile, e invece. Tramutoli è nemico, per motivi suoi che non sto qui a discutere, di tutti gli altri scrittori lucani ossia di Gaetano Cappelli, di Andrea Di Consoli e del sottoscritto. Questa inimicizia, a lungo covata, finalmente emerge in un libro intitolato “Diario di un anarchico reazionario” pubblicato da Calebasse edizioni. Molto umanamente, troppo umanamente, Cappelli e Di Consoli ricambiano l’ostilità stroncando Tramutoli via articolo o via mail. Io al contrario ho deciso di mostrarmi benevolo. Non voglio essere un cane pavloviano: all’azione di abbaiarmi contro non intendo concedere la reazione automatica di un ringhio. Non voglio nemmeno essere un gregario: quando tutti parlano male di qualcuno, l’eleganza, se non il cristianesimo, sconsiglia di accodarsi. Quindi in un libro così malevolo ho cercato qualcosa di buono e l’ho trovato. Amo Tramutoli perché continua a considerarmi scrittore lucano nonostante non metta piede a Potenza da una vita: mi ha messo voglia di tornarci. E soprattutto perché mi definisce “omofobo, razzista, aristocratico”: so bene di non meritare un motto così araldico, mi ha messo voglia di meritarlo.

 

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