A Foligno, il Vajont dell’anima umbra

Nel fuoco inestinguibile chi ha costretto al freddo e al gelo i cristiani di Foligno: innanzitutto Massimiliano Fuksas, l’architetto del cubo di cemento in stile bunker nazista che un clero cieco e sordo ha denominato chiesa nonostante i dettagli e l’insieme del progetto si opponessero a Cristo e al

Nel fuoco inestinguibile chi ha costretto al freddo e al gelo i cristiani di Foligno: innanzitutto Massimiliano Fuksas, l’architetto del cubo di cemento in stile bunker nazista che un clero cieco e sordo ha denominato chiesa nonostante i dettagli e l’insieme del progetto si opponessero a Cristo e al Messale Romano; poi don Giuseppe Russo della Cei che ha commissionato a Fuksas il cubo di cemento in stile bunker nazista; quindi monsignor Sigismondi e monsignor Betori che hanno inaugurato con altissime lodi il cubo di cemento in stile bunker nazista. Ora si è scoperto che il cubo di cemento in stile bunker nazista è una ghiacciaia impossibile da riscaldare, perciò i fedeli l’hanno abbandonato e le messe sono state spostate in locali di fortuna. Per tutti i responsabili di questo Vajont dell’anima umbra, di questo torreggiante disastro architettonico-ecclesiastico, perfettamente prevedibile e infatti perfettamente previsto, il fuoco inestinguibile di Marco 9,43, perfetto contrappasso.

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