Smog e grattacieli sono facce della stessa medaglia

Li avete voluti i grattacieli? E adesso statevene inchiodati in casa. I grattacieli del centro direzionale di Milano, detto anche Porta Nuova, piacciono a quasi tutte le persone che conosco, senza grosse differenze fra uomini e donne, destri e sinistri, atei e cattolici.
Li avete voluti i grattacieli? E adesso statevene inchiodati in casa. I grattacieli del centro direzionale di Milano, detto anche Porta Nuova, piacciono a quasi tutte le persone che conosco, senza grosse differenze fra uomini e donne, destri e sinistri, atei e cattolici, mentre a quasi tutti i milanesi che conosco non piacciono tre giorni di blocco del traffico. Eppure i due fenomeni sono facce della stessa medaglia, che si chiama zoning. La zonizzazione è una pratica urbanistica che ha fatto a pezzi le nostre città oggi divise in pezzi direzionali, pezzi residenziali, pezzi commerciali, pezzi artigianali, con un flusso incessante di persone e cose (ossia incessante traffico e incessante inquinamento) fra tutti questi pezzi orfani di intero. Mi consolo con un libro anti-zoning, “Pier Carlo Bontempi. Architettura e tradizione” (Franco Maria Ricci editore), che raccoglie l’opera omnia del più italiano degli architetti italiani viventi e come tale progettista di edifici e borghi armoniosamente plurifunzionali. Dietro le sue facciate si percepisce spesso una compresenza di casa e bottega, magari nelle forme attuali del telelavoro, e sempre un effetto baudelairiano di calma e voluttà che ai nostri amministratori pubblici deve dare sui nervi visto che Bontempi ha quasi solo committenza privata. Ai nostri amministratori pubblici piacciono le emergenze, le crisi, le situazioni problematiche, perché senza di esse nessuno sentirebbe il bisogno delle loro false soluzioni, nessuno sopporterebbe l’autoritarismo vano di tre giorni di blocco del traffico.

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