Ho cambiato idea. Sulla Slovenia

Tanti anni fa andavo a Trieste e maledicevo gli sloveni perché ci avevano tolto Capodistria e un pezzo di Carso. Mai e poi mai sarei entrato in una trattoria delle loro, fra doline e foibe: preferivo commuovermi sul molo Audace.
Ho cambiato idea, buon segno, mi sto rinnovando. Tanti anni fa andavo a Trieste e maledicevo gli sloveni perché ci avevano tolto Capodistria e un pezzo di Carso. Mai e poi mai sarei entrato in una trattoria delle loro, fra doline e foibe: preferivo commuovermi sul molo Audace. Poi il mio amico Roberto Dal Bosco mi ha mandato una foto da Lubiana dove alla gostilna Sestica stava gustando il Medvedov prsut, prosciutto d’orso con marmellata di ginepro fatta in casa, un connubio di selvatico e domestico a soli 10 euri e 50, e il mio antislovenismo ha cominciato a barcollare: in Slovenia gli uomini mangiavano l’orso mentre in Italia si pretendeva che gli uomini si lasciassero mangiare dagli orsi (erano i giorni in cui in Trentino un’orsa mordace era morta per un’anestesia e gli zoolatri minacciavano di far polpette di veterinari e montanari). Adesso gli sloveni hanno votato contro matrimoni e adozioni omosessuali in misura del 63,3 per cento. Se un referendum analogo fosse indetto anche in Italia, i triestini decadenti e senescenti (quella di Trieste è la prima provincia al mondo ad aver raggiunto la quota di due morti per ogni nato) voterebbero nello stesso modo? Ho qualche dubbio. Dio benedica gli sloveni che indomiti riconoscono l’esistenza della realtà.

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