Mammi per forza

Mai fatto un giorno di ferie o di malattia in vita mia, anche per questo sono un vero uomo. Un lavoratore dipendente, che quindi campa di umilianti concessioni, non so quale considerazione possa avere di sé. E non so come farà a conservare quel poco di eventuale, residuale autostima, se dopodomani p

Mai fatto un giorno di ferie o di malattia in vita mia, anche per questo sono un vero uomo. Un lavoratore dipendente, che quindi campa di umilianti concessioni, non so quale considerazione possa avere di sé. E non so come farà a conservare quel poco di eventuale, residuale autostima, se dopodomani passerà l’emendamento che prevede il congedo di paternità obbligatorio: mammo per forza. L’obiettivo è “favorire la cultura della condivisione dei compiti di cura tra uomini e donne”. La cultura del cambio del pannolino, mi sembra di capire, quindi una cultura di cacca. Adattissima a un’Europa di merda (dico Europa perché l’emendamento deriva da un’analoga norma approvata in Germania). L’agonia del maschio eccita tutti o quasi tutti gli avvoltoi della politica, la sinistra come la cosiddetta destra, anche il forzista Paolo Romani secondo il quale “gli uomini potranno così avere una straordinaria occasione per apprezzare a tutto tondo il proprio ruolo”. I lavoratori dipendenti di sesso maschile avranno così una straordinaria occasione per evirarsi tra gli applausi del mondo. Prego di non inorgoglirmi troppo, oggi è perfino troppo facile ergersi tra le rovine: basta essere fedeli al biblico “maschio e femmina e li creò” e non sapere come si cambiano i pannolini.

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