Per il ritorno dell’età sinodale

C’erano una volta le perpetue, le domestiche dei preti che dovevano avere almeno quarant’anni, onde evitare gravidanze e distrazioni.

Per il ritorno dell’età sinodale. C’erano una volta le perpetue, le domestiche dei preti che dovevano avere almeno quarant’anni, onde evitare gravidanze e distrazioni. Così prescriveva la Chiesa maestra di umanità prima che il realismo venisse soffocato dall’ideologia, dal conformismo pariopportunista grazie al quale l’avvenente pierre Francesca Immacolata Chaouqui è divenuta membro laico della Commissione per lo studio dei problemi economici della Santa Sede. Una trentenne italo-araba vanitosa e ambiziosa, loquace anche su Twitter: come si poteva pensare che in un ambiente di soli uomini, per giunta votati alla castità, una simile bomba ormonale prima o poi non esplodesse? Io non accuso lei: come puoi accusare una femmina di essere femmina? E non accuso nemmeno il monsignore che insieme a lei avrebbe passato carte segrete ai nemici della Chiesa: come puoi accusare un maschio di essere maschio? Accuso l’apostasia degli ecclesiastici che credono al mondo anziché al Vangelo e pensano di poter ignorare il monito di Cristo circa la debolezza della carne (Matteo 26,41). E prego per il ritorno dell’età sinodale. E che stavolta, visto l’allungamento della giovinezza, non venga fissata a quarant’anni ma a sessanta almeno.

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