La mia battaglia per non andare all'Expo

Madonnina, Madonnina, questa non è una preghiera, è un ex voto. In primavera sentii potente il richiamo dell’Expo e temetti di non farcela a resistere: perciò ti pregai di aiutarmi a non inginocchiarmi a Gea, la divinità a cui il luna park di Rho-Pero era implicitamente dedicato. Eccoci in autunno,
Madonnina, Madonnina, questa non è una preghiera, è un ex voto. In primavera sentii potente il richiamo dell’Expo e temetti di non farcela a resistere: perciò ti pregai di aiutarmi a non inginocchiarmi a Gea, la divinità a cui il luna park di Rho-Pero era implicitamente dedicato. Eccoci in autunno, la grande sagra gastro-panteistica chiude oggi e sono riuscito a non metterci piede. Con il tuo aiuto non mi sono mescolato alle gite scolastiche e ai pullman dei pensionati, non ho fatto file umilianti, non ho versato il mio obolo a Oscar Farinetti (l’ambasciatore del Made in Italy che nell’Eataly di New York vende salame di Felino prodotto in Utah, e non si permetta di querelare perché ho le foto), non ho visto nemmeno da lontano Michelle Obama e Angela Merkel, Bono e Bocelli, Conchita Wurst e Giorgio Armani… Sono davvero un ragazzo fortunato. Con il tuo aiuto non mi sono ridotto a scattare selfie davanti all’albero della vita, paganesimo scadente anche dal punto di vista estetico, e non ho contribuito in nessun altro modo a una Halloween di zucche vuote durata sei mesi. Così oggi posso dire con San Paolo: “Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi