Se il Corriere sta dalla parte del ladro

San Bernardo di Chiaravalle, “chi uccide un malfattore non deve essere reputato un omicida ma un malicida”, scrivesti, e quindi come deve essere reputato chi fiancheggia i malfattori? Come deve essere reputato un Corriere della sera che fiancheggia chi attenta alla proprietà privata e all’incolumità
San Bernardo di Chiaravalle, “chi uccide un malfattore non deve essere reputato un omicida ma un malicida”, scrivesti, e quindi come deve essere reputato chi fiancheggia i malfattori? Come deve essere reputato un Corriere della sera che fiancheggia chi attenta alla proprietà privata e all’incolumità personale? Il cronista del giornalone scrive di Francesco Sicignano, il pensionato che ha ucciso il ladro introdottosi nottetempo nel suo appartamento di Vaprio d’Adda, con l’evidente intento di danneggiarne la reputazione: abita in una casa con ballatoio, non ha montato inferriate alle finestre, pare abbia un precedente penale (chissà quale) e in passato lavorò con imprese edili alcune delle quali in seguito fallite. C’entra qualcosa? Chi abita in una casa con ballatoio, senza inferriate, e con un fallimento alle spalle o nei dintorni, può essere liberamente depredato, malmenato e magari ucciso? Il cronista intanto butta lì il concetto di “reazione eccessiva” e racconta che alla vista del corteo di sostegno organizzato da Fratelli d’Italia, ridicolizzato dall’aggettivo “piccolo”, Sicignano “ha accennato un sorriso”. Pertanto il pensionato è un fascista e la sparatoria domestica se l’è andata a cercare. San Bernardo, come deve essere reputato questo Corriere simpatizzante dei ladri? Complice?

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