Gli uomini non cambiano

I teologi che al Sinodo vogliono censurare Cristo, perché nel frattempo gli uomini sarebbero cambiati, leggano Carlo Dossi, scrittore lombardo di fine Ottocento, studino le sue “Note azzurre”, meglio se nella nuova antologia curata da Giorgio Dell'Arti e intitolata “Corruzio
Gli uomini non cambiano. I teologi che al Sinodo vogliono censurare Cristo, perché nel frattempo gli uomini sarebbero cambiati, leggano Carlo Dossi, scrittore lombardo di fine Ottocento, studino le sue “Note azzurre”, meglio se nella nuova antologia curata da Giorgio Dell'Arti e intitolata “Corruzioni” (Edizioni Clichy). Gioacchino Rossini andava a puttane. Idem Niccolò Tommaseo, che inoltre “per eccitarsi al sacrificio venereo aveva bisogno di una candela di sego nell'ano”. Il giovane Alessandro Manzoni veniva accusato di pederastia (sebbene senza riscontri). Giuseppe Rovani, professore alcolizzato e sordido sposo di una giovane allieva, aveva “semper tre o quatter moros”. Paolo Mantegazza “per eccitarsi a scrivere ha d'uopo di guardare un album tutto ritratti di splendide donne” (come se io adesso guardassi YouPorn, e non è detto che non lo faccia). Re Vittorio Emanuele II oltre alle solite puttane collezionava contesse. Meglio se tredicenni. E' consolante sapere quanto fossero sporcaccioni questi personaggioni a cui oggi sono intitolate tante strade. E' di conforto notare una continuità nella lussuria, ci si sente meno soli. Gli uomini non cambiano, forse cambiano i teologi, ma quelli non sono uomini, sono diavoli.

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