L'evaporazione di Comunione e liberazione

Don Giussani, ogni volta che don Coniglio Carrón rilascia un’intervista io mi dispero. Non tanto perché nelle fotine è sempre il solito cattoprotestante in clergyman (divisa anglicana indossata negli ultimi anni purtroppo anche da te, e avrei voluto conoscerti di persona per chiedertene ragione). So

Don Giussani, ogni volta che don Coniglio Carrón rilascia un’intervista io mi dispero. Non tanto perché nelle fotine è sempre il solito cattoprotestante in clergyman (divisa anglicana indossata negli ultimi anni purtroppo anche da te, e avrei voluto conoscerti di persona per chiedertene ragione). Soprattutto perché questo prete senza sangue, questo capo di Cl che di Cl non ha mai saputo cosa farne, quest’uomo che il 20 giugno, giorno della grande manifestazione a difesa della famiglia naturale, ha lasciato conigliescamente tutto il campo a Kiko Arguello, col suo parlare ambiguo ha permesso al Corriere di sottotitolare: “Niente muri sulle unioni gay, la questione è come riconoscerle”. Come ha detto il tuo vecchio amico e collaboratore Luigi Negri, chiaramente riferendosi a Cl: “E’ come se non ci fossero più i movimenti”. Ogni volta che don Coniglio Carrón apre bocca, Cl evapora un altro poco. Pensare, e lo dico dal profondo della mia solitudine e della mia costrizione, che mai come oggi ci sarebbe bisogno di comunione, di liberazione.

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