Chiedere lo scontrino è accanirsi su un malato terminale. Lo stato chieda i soldi ad Amazon

Prima di chiedere lo scontrino, ci si faccia l’esame di coscienza: quante volte ho comprato su internet? E quante volte in un centro commerciale, luogo intrinsecamente antiurbano, antiumano e, per via delle aperture festive, anticristiano?
Chiedere lo scontrino è accanirsi su un malato terminale. Lo stato chieda i soldi ad Amazon
Prima di chiedere lo scontrino, ci si faccia l’esame di coscienza: quante volte ho comprato su internet? E quante volte in un centro commerciale, luogo intrinsecamente antiurbano, antiumano e, per via delle aperture festive, anticristiano? Quando in un negozio si chiede lo scontrino ci si comporta da maramaldi, si sta uccidendo un negozio morto. Nei primi sei mesi del 2015 ben 35.000 negozi hanno abbassato la serranda (dato Confcommercio). Gli altri, i negozi ancora aperti, salvo alcune fortunate tipologie sono quasi tutti malati terminali. E chi si accanisce su un malato terminale, chiedendo lo scontrino, fa semplicemente schifo. Lo stato si faccia pagare le tasse da Amazon, se è capace. Ieri camminavo in via Italia, il corso di Biella, piccola capitale del lusso al tempo in cui l’Italia era lussuosa, ed era tutta un negozio chiuso, tutta un vendesi-affittasi: desertificazione, disoccupazione, disperazione. E forse pure l’anticamera del crimine, che predilige l’oscurità garantita dalle vetrine spente. Prima di chiedere lo scontrino, si rifletta sulle conseguenze del proprio gesto.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi