I gatti sono il simbolo del tradimento

Dopo aver parlato male dei cani, utilizzando allo scopo Hans Magnus Enzensberger, sento il dovere di parlar male dei gatti, utilizzando Lauretta Colonnelli. “La tavola di Dio” (edizioni Clichy) è un libro sull’Ultima Cena analizzata sia dal punto di vista storico che artistico.

Dopo aver parlato male dei cani, utilizzando allo scopo Hans Magnus Enzensberger, sento il dovere di parlar male dei gatti, utilizzando Lauretta Colonnelli. “La tavola di Dio” (edizioni Clichy) è un libro sull’Ultima Cena analizzata sia dal punto di vista storico che artistico. Intorno alla tavola su cui Gesù e gli apostoli consumarono “erbe amare, pane azzimo, una salsa chiamata charoset, agnello arrostito, vino” è abbastanza improbabile che ci fossero dei gatti, citati nel Vangelo zero volte. Invece nei cenacoli dipinti fra quindicesimo e sedicesimo secolo i felini sono frequenti e di norma si trovano vicino a Giuda perché, scrive l’autrice, simboleggiano il tradimento. Osservino Domenico Ghirlandaio e Jacopo Bassano, coloro che vogliono prendersi bestie in casa.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi