Il problema non sono gli stranieri alla direzione dei musei, ma che metà sono donne

Italiani o stranieri, in campo museale è un problema secondario. Innanzitutto perché per Uffizi e Paestum non sono stati scelti direttori maomettani e quindi iconoclasti, bensì tedeschi e quindi, pur se stranieri, non estranei.
Italiani o stranieri, in campo museale è un problema secondario. Innanzitutto perché per Uffizi e Paestum non sono stati scelti direttori maomettani e quindi iconoclasti, bensì tedeschi e quindi, pur se stranieri, non estranei. E poi perché qualche direttore oltremontano potrebbe davvero fare gioco, visto lo stato dei nostri musei. Il problema principale è che la metà son donne. Come se le opere conservate nelle gallerie nazionali fossero state prodotte per metà da femmine… “La creazione per la donna è la procreazione: fanno dei bambini, ma non riuscirebbero mai a dipingere il soffitto della Cappella Sistina!” ha scritto Salvador Dalì. Il fatto innegabile che oggi esistano tantissime brave artiste è un segno dei tempi decadenti: quando Capodimonte e Bargello si affollavano di capolavori i tempi erano innegabilmente maschi. Dieci direttrici su venti direttori non è un favore al sesso ex debole, è un favore a Michelangelo: garantisce che nei prossimi anni, in Italia, non verrà dipinto nulla che possa fare concorrenza alla Cappella Sistina.

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