Gualtiero Marchesi, il medico che ha ucciso l'ippopotamo e l'Africa nel piatto

Gualtiero Marchesi scrive: “Ero a Tokyo e mi alzai presto per andare al mercato del pesce. Mai vista una tale quantità di specie così diverse per colori, dimensioni e provenienza!".
Gualtiero Marchesi scrive: “Ero a Tokyo e mi alzai presto per andare al mercato del pesce. Mai vista una tale quantità di specie così diverse per colori, dimensioni e provenienza! Poi fui invitato a pranzo e arrivò in tavola un calamaro con il corpo tagliato, montato su ghiaccio a striscioline e la testa che ancora si muoveva. Questo significa assaggiare direttamente il mare”. Il vecchio maestro della nuova cucina mi scatena la voglia di esperienze gastronomiche estreme, purtroppo quasi impossibili. Chi esce dalla stazione di Parma vede la statua di Vittorio Bottego, esploratore che nel suo diario parla spesso di carne di ippopotamo, di brodo di ippopotamo, di salame di ippopotamo… Vorrei che il ginecologo statunitense Jan Casimir Seski, accusato dallo Zimbabwe di avere abbattuto un ippopotamo con arco e frecce (ripeto: arco e frecce) avesse scritto anche lui un diario, e che lo pubblicasse, e che venisse tradotto: questo significherebbe assaggiare, anche se indirettamente, l’Africa.

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