San Tommaso e il valore morale della caccia

San Tommaso d'Aquino, mi mandano spesso libri sulla caccia e fanno bene, non esistono in Italia scrittori convinti quanto me del valore morale della caccia.
San Tommaso d'Aquino, mi mandano spesso libri sulla caccia e fanno bene, non esistono in Italia scrittori convinti quanto me del valore morale della caccia. Fanno anche male perché a me i libri piacciono ben editati e i libri sulla caccia sono di norma pubblicati da editori che non conosco e che non conoscono Bodoni, Tallone, Ricci. Così capita che di fronte a certe copertine, a certi caratteri, a certe carte, mi innervosisca (al contrario dei cacciatori ho pochissima pazienza). Sono disturbato anche dal legalismo aleggiante. E’ chiaro che il magistrato umbro Nicola Miriano, comunque lodevole perché firmare un elogio delle armi oggigiorno richiede fegato, non può inneggiare alla violazione della legge. Ma il pubblicitario piacentino Michele Milani perché deve farmi continuamente sapere che è ligio alle norme venatorie? Crederà mica che gli animalisti si acquietino con così poco? Quelli non avranno pace finché di noi onnivori non avranno divorato anche il cervello… San Tommaso, io credo come te che “nelle leggi umane niente è giusto e legittimo, se non quanto è derivato dalla legge eterna”. Non dobbiamo cacciare specie in via di estinzione perché non abbiamo il diritto di distruggere un dono di Dio, possiamo però goderne e infatti l’istrice, vietato nonostante sia comunissimo, a tavola non lo rifiuto mai. San Tommaso, vorrei leggere un giorno il libro di un santo bracconiere!

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