Lagioia, la ferocia e la Grecia

Lo Strega lo ha vinto la Micro Grecia (la Bari levantina che grandi filosofi non ha mai prodotto) di Nicola Lagioia, autore di cui non sono mai riuscito a finire un capitolo, degno trionfatore del premio intitolato a un liquore di cui non sono mai riuscito a finire un bicchiere. Dopo il familismo mo
Lo Strega lo ha vinto la Micro Grecia (la Bari levantina che grandi filosofi non ha mai prodotto) di Nicola Lagioia, autore di cui non sono mai riuscito a finire un capitolo, degno trionfatore del premio intitolato a un liquore di cui non sono mai riuscito a finire un bicchiere. Dopo il familismo molto provincia meridionale consistente nella dedica del premio alla moglie, Lagioia si è buttato sul grecismo, ovvio richiamo della foresta eccitato dall'attualità: “La ferocia, come il titolo del mio libro, è quello che sta accadendo ora ad Atene. Siamo sulla stessa barca, se fallisce la Grecia fallisce anche la Germania". Tralascerei il fatto che il romanziere barese sembra capire di economia meno di un politico nazionale e vorrei si notasse, invece, che considera civile e umano il pagamento dell'abbronzatura dei pensionati cinquantenni greci da parte dei pensionati ottantenni slovacchi che tirano avanti con 269 euri al mese. Del resto, l'ho appena scoperto, Lagioia è un gattaro e quindi per i mangia a ufo ha una predilezione.

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