Togliere il diritto di voto agli alpinisti

Ero sotto al Monte Bianco e sopra al Monte Bianco morivano due alpinisti. Mi hanno detto che ne muoiono spesso, che è routine. Io trovo allucinante questo suicidio di massa e assordante il silenzio che lo circonda. Non sono per proibire il suicidio, sono piuttosto per interdire gli alpinisti, non so
Ero sotto al Monte Bianco e sopra al Monte Bianco morivano due alpinisti. Mi hanno detto che ne muoiono spesso, che è routine. Io trovo allucinante questo suicidio di massa e assordante il silenzio che lo circonda. Non sono per proibire il suicidio, sono piuttosto per interdire gli alpinisti, non so, tipo privarli del diritto di voto, un qualcosa che non li danneggi materialmente ma che possa aiutarli a percepire l’errore, il tradimento che essi compiono nei confronti dei propri famigliari, dei propri amici, della propria città ogni qualvolta sfidano la morte per neve o pietra. Sarà che il fascino delle vette non lo capisco, a me il Bianco fa paura anche visto dal corso di Courmayeur, figuriamoci. Vorrei che le persone rimanessero affascinate dal Soratte cantato da Orazio e ora da Claudio Damiani in “Ode al monte Soratte” (Fuorilinea). Damiani abita nei pressi e ci va a camminare, meditare, scrivere: “Ti guardo / dalla Quadrara delle Aquile, la tua cima a nord, / ogni giorno perdiamo qualcosa, tutti e due, / ma stiamo qui, non ci muoviamo, / tu ti distendi al sole, io sopra di te, / due oziosi difficili da scalzare”. Non è l’Everest, non è nemmeno il Dente del Gigante, il Soratte: è alto 691 metri. Anche se ogni tanto ci nevica, mai sentito di morti per valanga sul Soratte. Sia rilanciato il Soratte.

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