In difesa di don Emiliano De Mitri

Non posso chiederti di perdonare loro, primo perché non sono sicuro che non sappiano quello che fanno, secondo perché ti mentirei: io vorrei chiederti di condannarli, gli arcobalenati, i tenutari di foto multicolori su Facebook significanti entusiasmo per le nozze monosesso, ma dubito spetti a me fa
Non posso chiederti di perdonare loro, primo perché non sono sicuro che non sappiano quello che fanno, secondo perché ti mentirei: io vorrei chiederti di condannarli, gli arcobalenati, i tenutari di foto multicolori su Facebook significanti entusiasmo per le nozze monosesso, ma dubito spetti a me farlo. Voglio dirti piuttosto il mio stato d’animo quando ho visto amici a dozzine multicolorare la propria foto profilo: artisti, cattolici… Gli artisti li ho compatiti: ho capito, meglio tardi che mai, che le opere sono infinitamente più interessanti degli artefici. I cattolici invece mi hanno fatto molto male, mi sono sentito tradito e ho sentito che tradivano un’altra volta te. Ogni foto multicolorata è uno sputo, uno schiaffo, una spina, un chiodo nella carne di chi è venuto per salvare “il suo popolo dai suoi peccati”. Come ha compreso il prete leccese che su Facebook ha avvisato: “Tutti i parrocchiani che coloreranno le foto arcobaleno non avranno da me: 1) nulla osta per fare padrini-madrine; 2) incarichi come educatore-catechista. Perché in netto contrasto con il Santo Vangelo”. Non posso chiederti di perdonare loro. Non posso chiederti di condannare loro. Posso chiederti di proteggere don Emiliano De Mitri.

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