Farinetti è padre della reticenza

Oscar Farinetti non so se è padre della menzogna (solo un esorcista potrebbe confermarlo), mi sembra più che altro padre della reticenza. Nella sua ultima pubblicità compara i prezzi di Eataly con i prezzi, molto più bassi, di un’altra catena non esplicitamente citata.
Oscar Farinetti non so se è padre della menzogna (solo un esorcista potrebbe confermarlo), mi sembra più che altro padre della reticenza. Nella sua ultima pubblicità compara i prezzi di Eataly con i prezzi, molto più bassi, di un’altra catena non esplicitamente citata (chissà perché mi è venuta in mente Esselunga). Dice che i prezzi differiscono essendo alcuni suoi prodotti “Ogm free”. Spiegare che la differenza di prezzo serve a finanziare le campagne elettorali di Matteo Renzi o la scuola di scrittura di Alessandro Baricco o la bella vita del titolare sarebbe stato simpatico. In effetti nemmeno io, che compro da Esselunga mentre da Eataly nemmeno una cipolla, vorrei cenare con Caprotti: vorrei essere invitato da Farinetti che è senz’altro meno austero, più conviviale. Ma tirare in ballo gli ogm, cibi ottenuti grazie a una tecnica pensata per produrre di più a costi inferiori, consentendo quindi anche ai poveretti di mangiare, è antipatico per non dire maramaldesco (verso i poveretti che senza Ogm non saprebbero cosa portare in tavola). Avrei preferito dichiarasse che le sue braciole di maiale e i suoi petti di pollo sono “Antibiotic free”, visto che di Ogm non è mai morto nessuno mentre di persone il cui organismo non ha risposto agli antibiotici sono piene le fosse (nel mondo 700 mila l’anno). Come mai in due pagine pubblicitarie Farinetti non ha trovato lo spazio per rassicurare la clientela su un aspetto così fondamentale? Che sia diventato religioso e fatalista come me, consapevole che di qualcosa bisogna pur morire?

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