I califfi della televisione vegetariana: Parma come Palmira

Palmira espugnata, Parma manca poco. In televisione il califfo Santoro ha assaltato il fronte della carne, in particolare il settore della carne suina e quindi dei salumi.
Palmira espugnata, Parma manca poco. In televisione il califfo Santoro ha assaltato il fronte della carne, in particolare il settore della carne suina e quindi dei salumi. Mandando avanti il faccino distraente della vicecaliffa Giulia Innocenzi, esponente della religione vegetariana, e sarebbe come se la Cappella Sistina venissa giudicata da uno storico dell’arte affiliato all’Isis. Ne è sortito che i maiali sono sporchi, e ci mancherebbe altro: ai maiali, come sa chiunque osservi la realtà anziché uno schermo, rotolarsi nel brago piace. E che vivono nello stretto: più o meno come i cristiani costretti a prendere ogni giorno la metropolitana. Poi è intervenuto Umberto Veronesi che da una vita combatte il cancro, stavolta non so: mentre studi scientifici provano la correlazione “perdita del lavoro / insorgenza di tumori” il medico famoso ha terrorizzato allevatori e produttori che nella terra del prosciutto ora temono ispezioni dello Stato, picchetti degli animalari, chiusure. Palmira espugnata, Parma manca poco, se la televisione, il media di chi vuole emozionarsi anziché ragionare, continuerà la sua opera di deculturazione e delazione. Se un’intera civiltà, la civiltà dei bassorilievi antelamici, continuerà a farsi sparare alle spalle senza reagire.

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