Premiazione Biennale in poltrona

Siccome su queste pagine Meotti ha già identificato la peggiore opera straniera, la moschea di Troia dello svizzero anticristiano Christian Büchel, mi resta da pr
Premiazione Biennale in poltrona (uno sguardo obiettivo sulla nota esposizione d’arte lo si può avere solo a 250 chilometri di distanza). Siccome su queste pagine Meotti ha già identificato la peggiore opera straniera, la moschea di Troia dello svizzero anticristiano Christian Büchel, mi resta da premiare la peggiore opera italiana: premio VetroRotto/DiscoRotto a “Senza titolo” di Claudio Parmiggiani, artista che si dichiara nichilista e che non smette mai di darci conferme in proposito, nemmeno lo sforzo di intitolare il proprio lavoro ossia un accrocco di ferraglia e frantumi di cristallo come da antica tradizione avanguardistica, a conferma della perenne attualità di Alberto Sordi e delle sue “Vacanze intelligenti”. E adesso la migliore opera italiana: premio Piazza Pulita a “Milano Centrale” di Mauro Reggio. Solo un pittore che ha il coraggio di non piegarsi allo stereotipo baconiano del contemporaneo come putrefazione e strazio poteva liberare la stazione dallo squalificante contesto di Piazza Duca d’Aosta: niente bancarelle, niente baracche, niente scritte, niente scippatori, niente lavori in corso, solo la fantastica architettura di Stacchini e un compatto cielo rosa di ottimo auspicio.

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