Tutti alla Biennale del Ditino Alzato e della Braga Calata

Ego non. Anche se tutti andranno ad affollare la Biennale Marxista-Africanista, il cui curatore è un comunista nigeriano che sembra uscito dalle pagine ormai ingiallite di “Radical chic” di Tom Wolfe, la Biennale del Ricatto.
Ego non. Anche se tutti andranno ad affollare la Biennale Marxista-Africanista, il cui curatore è un comunista nigeriano che sembra uscito dalle pagine ormai ingiallite di “Radical chic” di Tom Wolfe, la Biennale del Ricatto (se non ti piacciono le valigie postume di Fabio Mauri sei un nazista o forse addirittura un leghista), la Biennale del Consenso alle ideologie dominanti e quindi l’esatto opposto della Biennale del Dissenso voluta nel 1977 da Carlo Ripa di Meana per dare voce agli intellettuali a cui il comunismo sovietico la voce aveva tolto, la Biennale dell’Invasione, ben rappresentata dalla barchetta-barcone con cui un artista brasiliano vuole indurre ulteriori sensi di colpa nel maschio europeo bianco, la Biennale del Ditino Alzato e della Braga Calata, dell’Artista Moralista e del Fruitore Masochista, la Biennale del 2015 o forse del 1984 visto che in programma ci sono le cariatidi della Transavanguardia e Umberto Eco, la Biennale che si apre domenica a Venezia, io no.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi