Cibarsi di grilli

San Giovanni Battista che ti cibavi di cavallette, aiutami a convincere gli italiani a cibarsi di grilli.
San Giovanni Battista che ti cibavi di cavallette, aiutami a convincere gli italiani a cibarsi di grilli. Ho pensato di aprire un allevamento di ortotteri dopo avere letto “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia che non c’è” di Francesco Pugliese e Claudio Cerasa in cui Pugliese, amministratore delegato Conad e perciò uno che i numeri veri li conosce, dice cose terribili sul nostro presente: “Nel 2013 il 65 per cento delle famiglie ha ridotto la qualità o la quantità del cibo acquistato. Nei primi mesi del 2014 si è toccato il fondo con le famiglie che hanno detto addio all’extravergine (-4 per cento), al pesce (-7 per cento), alla verdura fresca (-4 per cento). Il 25 per cento dei residenti nel Mezzogiorno non può permettersi un pasto proteico una volta ogni due giorni”. E sul nostro futuro: “La pressione fiscale è destinata a crescere”. Pugliese ha indubbiamente ragione, non conosco i numeri dei consumi come lui ma conosco bene i numeri delle nascite, calanti, e dell’invasione, crescente (ieri fra Pozzallo, Catania e Crotone altri mille africani sono stati presi in carico dal contribuente). Per dare da mangiare agli affamati italiani e stranieri non resta che fare come stanno già facendo in California: aprire allevamenti di grilli e produrre farina di grillo, altamente proteica e ricca di sali minerali. San Giovanni, ti chiedo: ma è vero che sa di mandorle e nocciole?

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