Sotto la bandiera brussellese

Ero a Opio, in Provenza, per motivi famigliari (non vorrei qualcuno pensasse che io sia capace di fare vacanze, turismo).
Ero a Opio, in Provenza, per motivi famigliari (non vorrei qualcuno pensasse che io sia capace di fare vacanze, turismo). Già che c'ero mi sono guardato intorno e sopra il portone del municipio ho visto tre bandiere tutte francesi. Che bello: nessuna bandiera brussellese. Che strano: nessuna bandiera brussellese. E ho pensato che in Italia la bandiera nazionale viene sempre sottomessa, umiliata, vigilata dalla bandiera brussellese. Opio è un comune fiorente, in crescita demografica ed economica (le due cose spesso si tengono). Con tanti ricchi, tanto verde, tanti campi da golf e nessuna bandiera brussellese a disturbare il panorama. Mi trovavo pertanto agli antipodi degli innumerevoli comuni italiani, poveri e sempre più poveri, insomma alla canna del gas, che servilmente fanno sventolare la bandiera sovranazionale e dalla sovranazione nulla ottengono in cambio, neanche una mancia. Poi sempre a Opio ho visitato un frantoio curatissimo dove vendono carissimo un olio confezionato benissimo, e ho pensato al nostro olio che spesso è migliore ma altrettanto spesso non è remunerativo per chi lo produce perché nessuno, nemmeno il mercato, ama chi non si ama.

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