"L’ingresso dei tedeschi in Russia m’entusiasma"

Il neocollaborazionista Claudio Magris sul Corriere della sera ha definito pervertiti e malati gli italiani
Il neocollaborazionista Claudio Magris sul Corriere della sera ha definito pervertiti e malati gli italiani che come me non accettano l’invasione straniera: “Le imbecilli paure di chi teme ogni forestiero incapace di bestemmiare nel suo dialetto e sogna un mondo endogamico e gozzuto di consanguinei”. Non credevo ai miei occhi, ho percepito il tono di Lucien Rebatet quando nel suo diario scrive: “L’ingresso dei tedeschi in Russia m’entusiasma”. E ho dovuto bere un bargnolino per riprendermi. Sullo stesso giornale, lo stesso giorno, l’altro neocollaborazionista Gian Antonio Stella ha scoperto, chissà come e chissà dove, che nel 1927 i nostri nonni o bisnonni (anche i miei evidentemente) facevano gli scafisti verso l’Argentina. Per lavare questa colpa, remota e finora ignota, dovremmo (dovrei) versare tasse più alte affinché vengano sestuplicate le sovvenzioni italiane agli stati africani. Non ricordavo articoli di Céline esortanti a pagare i tedeschi in cambio di un po’ di respiro, ricordavo però una frase di Drieu La Rochelle: “Adorai i tedeschi che stavano arrivando alle mie spalle”. E ho dovuto finire la bottiglia.

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