Negazionismo mediterraneo. Dopo Erdogan, Giuliani

Il negazionismo sembra un fenomeno mimetico: dopo Erdogan, Giuliani.
Il negazionismo sembra un fenomeno mimetico: dopo Erdogan, Giuliani. Se un politico turco nega che nel 1915 i turchi abbiano ucciso oltre un milione di armeni, un padre potrà ben negare che nel 2001 il figlio, aggredendo un carabiniere in servizio e rovinandogli la vita, si sia meritato la perpetua condanna delle persone perbene. Giuliano Giuliani ha scritto a Mattarella: “Un agente della Polizia di Stato ha rivolto a mio figlio Carlo offese insopportabili. Da qui la domanda che mi permetto di rivolgerle: non ritiene che lei dovrebbe chiedere scusa a Carlo in nome dello Stato?”. Noi che viviamo sulle sponde del Mediterraneo, culla del familismo amorale, dobbiamo rassegnarci: qui ogni scarrafone è bello a mamma sua, ogni turco è buono per i turchi, ogni tiratore di estintori è un bravo ragazzo per i genitori. Possiamo però ammirare il Giappone, dove può succedere che un padre il cui figlio è stato rapito e ucciso dall’Isis rilasci un’intervista non per lamentarsi del governo che non è riuscito a liberarlo ma per chiedere scusa del disturbo arrecato. Una civiltà superiore, evidentemente.

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